IL DOMINIO DI CARLO II D'ASBURGO
Il sovrano Carlo II inizia a governare nel 1665 ed il suo regno fu caratterizzato
dal terremoto che l'undici gennaio del 1693 danneggiò notevolmente la
Val di Noto e dalla rivoluzione messinese del 1674-1678.
Messina godeva di innumerevoli privilegi, a partire dal governo autonomo, dal
fatto che il viceré era obbligato a soggiornarvi per una parte dell'anno
e dal fatto che il suo supremo magistrato municipale - lo stratigoto - era nominato
direttamente dal re.
Gli spagnoli, resosi conto dei privilegi concessi alla città e che essi
destavano il malcontento delle altre, incominciarono a frenare le concessioni.
Un ulteriore cambiamento si ha nel 1671 con l'arrivo del nuovo stratigoto Luigi
Hojo.
Egli fomentò la divisione dei messinesi in due partiti distinti e separati:
quello dei merli (popolare) e quello dei tordi (aristocratico).
Agevolò il partito popolare consentendo una riforma della giunta comunale
in modo che i componenti sarebbero stati 3 popolari e 3 aristocratici.
Ciò provocò l'insorgere del partito aristocratico che riuscì
ad ottenere la sostituzione dello stratigoto con il marchese Crispano.
Quest'ultimo condusse una astuta politica divisoria del popolo messinese a tal
punto che il partito dei merli ottenne di nuovo la maggioranza nel governo cittadino,
evento che portò l'altro partito ad insorgere.
Gli aristocratici riescono a prendere in mano la situazione.
Tale rivoluzione ha un intento antispagnolo visibile nella richiesta d'aiuto
messine al re francese Luigi XIV, all'epoca in guerra contro la Spagna.
Luigi XIV inviò numerose navi in Sicilia col segreto intento di conquistare
l'isola e di allontanare gli spagnoli dall'altro fronte di guerra.
La rivoluzione subisce una svolta quando la flotta francese sconfigge quella
spagnola a Stromboli ed il duca di Vivonne si insedia a Messina come viceré.
Così per due anni l'isola ha due viceré, uno spagnolo a Palermo
ed uno francese a Messina.
Nel 1676 la parte francese ottiene innumerevoli successi, a partire dalle sconfitte
inflitte alla flotta spagnola ed alla conquista di Taormina e di Scaletta.
Sciolta l'alleanza tra Spagna ed Olanda, anche la rivoluzione messinese giunge
al temine con la Pace di Nimega del 1678, evento che porta i francesi ad abbandonare
Messina.
Così gli spagnoli riconquistano le posizioni perse in precedenza ed iniziarono
una feroce repressione della città ad opera soprattutto del Conte di
Santo Stefano e numerosi privilegi di Messina, come le istituzioni culturali,
lo stratigoto ed il senato di nomina regia ed il porto franco, furono eliminati.
Anche durante il dominio di Carlo II l'isola è amministrata dai Viceré.
Un Viceré di Sicilia importante fu Francesco Bazan di Benavides.
La nobile famiglia Bazan è d'origine spagnola ed è un ramo della
Casa Sovrana di Navarra.
Uno dei ceppi di tale famiglia è rappresentato da Giovanni Bazan che
nella seconda metà del 1400 si trasferì a Troina dove ottenne
per primo in enfiteusi i territori dei Pagliara.
Agli inizi del 1800 i due fratelli Alfonso e Pietro Bazan si recarono al Gran
Priorato di Messina per ottenere la nomina a Cavalieri della Giustizia dell'Ordine
di Malta.
Carlo II muore nel 1700 e non lascia eredi, evento che porta alla famosa quanto deleteria Guerra di successione spagnola.