DOMINIO DI FILIPPO III E IV DI SPAGNA
Filippo III regnò dal 1621 al 1665.
Questo è il periodo della nascita delle corporazioni, come quella degli
argentieri e dei tornieri, ed anche da sommosse e rivolte.
A causa della cattiva gestione di alcuni speculatori, il prezzo del pane saliva
a dismisura.
Ciò, unito alla crescente carestia ed all'epidemia di peste, portò
allo scoppio della famosa rivolta popolare di Palermo nel 1647, evento che ben
presto coinvolse altre città isolane.
Il governo locale si trovò impreparato ad arginare tale problema mentre
quello spagnolo non se ne curò e non inviò alcun appoggio.
Durante tale rivolta tra i ribelli si distinse Giuseppe d'Alesi da Polizzi che
fu eletto Capitano Generale del popolo.
Egli riuscì a far approvare alcune riforme importanti come quella dell'abolizione
delle gabelle.
Quando si votò il ritorno dei Viceré, D'Alesi fu visto come un
traditore, cioè interessato a tale ruolo e stipendio più che ai
diritti del popolo, quindi fu catturato e decapitato.
Alla sua morte la rivolta rallentò, le sue riforme furono abrogate ed
il popolo ritornò sotto il giogo delle istituzioni.
Tra le altre congiure e rivolte del periodo occorre citare quella iniziata da
Francesco Vairo che voleva creare una repubblica isolana.
Anche durante questo periodo l'amministrazione dell'isola fu affidata a dei
Viceré .
Tra essi ci furono anche degli esponenti di alcune famiglie siciliane.
La famiglia Moncada fu molto importante in questo periodo ed assume una certa
autorità e prestigio grazie a Luigi di Montalto, Viceré nel 1635-1639.
Tale nobile famiglia deriva direttamente da Dapifero, figlio di Teodone duca
di Baviera e si legò grazie a matrimoni nobiliari alle famiglie principesche
Poidomani e Giardina.
I Moncada raccolsero numerose cariche nobiliari come quella di Principe di Paternò,
Duca di S. Giovanni, Conte di Caltanissetta, Adernò, Centuripe, Biancavilla
e Cammarata e Baroni di Motta S. Anastasia, Melilli, Grottarossa, Troina e Mendola.
Nel dettaglio, tra i suoi maggiori rappresentanti si ricordano:
· Guglielmo Raimondo; trapianta la famiglia in Sicilia sul finire del
1200;
· Matteo; raccolse numerose cariche come quella di primo Conte di Adernò,
gran siniscalco e governatore del regno;
· Guglielmo Raimondo III; rapì la regina Maria, tenuta prigioniera
dal suo rivale Artale Alagona, ricevendo come premio dal re Martino l'isola
di Malta e del Gozzo ed il titolo di Marchese, l'isola di Lipari ed alcune città
come quella di Naro, Delia, Favara, Sutera e Misilmeri;
· Matteo II; fu eletto capitano generale della cavalleria e poi capitano
generale di tutto l'esercito;
· Guglielmo IV; fu Conte di Caltanissetta, gran cancelliere e gran camerlengo;
· Gian Tommaso; raccolse numerosi titoli, a partire da quello di Conte
di Adernò e Caltanissetta, maestro giustiziere e Viceré del Regno;
· Francesco, Conte di Adernò e Caltanissetta;
· Antonio IV, primo Duca di Montalto.
Tale famiglia prevede un secondo ramo in cui si distinsero:
· i Principi di Monforte e Conti di S. Peri:
· Giuseppe, Conte di S. Peri e primo Principe di Monforte;
· Gian Antonio, vicario generale;
· Emanuele, cavaliere del S. Gennaro;
· Jago, tenente generale dell'esercito;
· Guglielmo Raimondo, principe di Monforte e Conte di S. Peri e Marchese
di Santamarina.
Tra gli altri Viceré di Sicilia durante il regno di Filippo III vanno
ricordati:
· Pietro Faxardo de Los Velez (1644-1647); fu proprio durante la sua
amministrazione che si verificò la rivolta di Palermo del 1647; una prima
avvisaglia dei tumulti causati dalla mancanza del pane si era verificata a Messina,
ma tale viceré era accorso a Palermo, aveva fatto impiccare i capi dei
rivoltosi ed aveva dato alla città scorte sufficienti; ma la situazione
precipitò ugualmente
· Giovanni Tellez Giron de Osuna (1655-1656);
· Ferdinando Gaetani di Sermoneta (1663- 1667).