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LA DINASTIA ARAGONESE IN SICILIA

La Dinastia Aragonese approdò in Sicilia perché Pietro d'Aragona aveva sposato la figlia di Manfredi, Costanza, e perché fu
convinto ad intervenire nella questione siciliana da Giovanni Da Procida e dall'Imperatore di Bisanzio Michele Paleologo per
contrastare l'angioino Carlo I sostenuto dal papa Martino IV e da Filippo III di Francia.
Pietro aveva come alleati Genova, i Ghibellini guidati dal conte di Montefeltro, Pietro di Castiglia, Edoardo d'Inghilterra, Rodolfo d'Asburgo ed il nuovo Imperatore di Bisanzio Andronico.
L'arrivo degli Aragonesi in Sicilia avviene allo scoppio della "Guerra del Vespro", cioè dopo il 30-03-1282.
I rappresentanti degli aragonesi e dei siciliani erano Manfredi Lancia e Ruggero Loria.
Giunto a Palermo, Pietro d'Aragona era stato nominato Re di Sicilia dal Comune, ma non era stato incoronato nel Duomo.
Il suo dominio in Sicilia fu restrittivo: egli ignorò i privilegi feudali e concedeva terre solo ai nobili spagnoli a lui più vicini.
La flotta angioina era stata incendiata durante la rivolta messinese, quindi quella siciliana guidata dal Lancia aveva il
momentaneo dominio marino e riuscì ad insidiare il presidio angioino a Malta.
La flotta angioina ricevette l'aiuto provenzale e si scontrò con la flotta guidata dal Loria, che ebbe la meglio ed occupò Capri ed Ischia.
Nel frattempo Papa Martino IV aveva bandito una crociata contro l'Aragona e Carlo I si trasferisce in Francia per prepararla
lasciando come vicario a Napoli l'erede al trono Carlo di Salerno.
Loria occupa l'isoletta di Nisida e Carlo deve intervenire con la sua flotta ed é imprigionato.
Nel gennaio 1285 Carlo I muore; gli succede il figlio, ancora prigioniero degli Aragonesi.
Gli eventi sembrano favorevoli alla parte aragonese-siciliana.
Il francese Filippo III subisce una grossa sconfitta ed é costretto a ritirarsi in patria dove morirà nell'ottobre 1285 lasciando il trono al figlio diciassettenne Filippo IV il Bello.
Lo stesso anno muoino anche il Papa Martino IV - sostituito da Onorio IV - e Pietro I d'Aragona.
Il sovrano spagnolo aveva reso noto il suo testamento al Parlamento Siciliano: suo successore sui troni iberi e nelle Baleari ed in Sardegna era il suo primogenito Alfonso III; il secondogenito Giacomo I doveva occupare il trono di Sicilia.
In caso di morte del primogenito, Giacomo doveva prendere il potere iberico ed il terzogenito Federico doveva occuparsi della
Sicilia.
Giacomo I é acclamato, dunque, come primo sovrano aragonese in Sicilia nel 1286, ma riceve subito la scomunica papale ed una sconfitta navale nel 1287 ad opera della flotta del Loria.
Il nuovo Papa Niccolò IV - eletto nel 1288 - ed Edoardo d'Inghilterra sono promotori della pace fra Aragonesi ed Angioini.
Alfonso III riesce a liberare Carlo II nel 1289 che così può ritornare nei suoi Stati ed esser incoronato a Rieti.
Il 19 maggio 1290 si sancisce la pace di Senlis tra Aragonesi ed Angioini in base alla quale il fratello del Re francese Filippo IV, Carlo di Valois, avrebbe sposato la figlia di Carlo II d'Angiò, Margherita.
Un mese dopo muore Alfonso III d'Aragona.
Giacomo II non vuole rispettare il testamento di Re Pietro perchè vuol governare sia sul regno iberico che su quello siciliano.
Egli nomina il fratello Federico vicario del regno di Sicilia e parte per il regno d'Aragona.
Nel 1295 il vicario convoca il parlamento per discutere sulla cessione dell'isola voluta da suo fratello e, senza nessuna
previsione, i baroni lo nominano re delle Sicilia indipendente.
E' tempo di cambiamenti anche nella Chiesa.
Nel 1292 muore Papa Niccolò IV. E' eletto Pontefice Celestino V che, dopo solo 4 mesi, abdica.
Il suo successore é Papa Bonifacio VIII.
Con la "Pace di Anagni" siglata il 12 giugno 1295 Giacomo II cede alla Santa Sede la Sicilia in cambio della liberazione dei
figli prigionieri e della rinuncia di qualsiasi pretesa da parte di Filippo IV e di Carlo di Valois sul trono aragonese.
Contemporaneamente Giacomo, Costanza e Federico ottengono l'assoluzione dalla scomunica.
L'undici dicembre 1295 il Parlamento Siciliano proclama Federico III d'Aragona Re di Sicilia.
La cronologia numerica rispetta la discendenza del nuovo sovrano da Federico II lo svevo, nonno di Federico III per parte di madre.
Giacomo II d'Aragona, con l'aiuto del suo alleato Carlo II d'Angiò, non voleva rinunciare alla Sicilia.
Nell'isola si adottò una linea politica in difesa dell'indipendenza e di continuazione della guerra contro Giacomo II e Carlo II.
Ruggero Loria, Giovanni da Procida e Giacomo I (considerato il legittimo sovrano) si alleano, così si apre un nuovo corso della Guerra del Vespro caratterizzato dallo scontro tra l'Aragona e Napoli da una parte e la Sicilia dall'altra.
Una stasi alla guerra si ha il 31 agosto 1302 a Caltabellotta - Ag - quando Federico III e Carlo di Valois, come capitano
generale di Carlo II, firmano un trattato in base al quale Federico III manteneva il potere sulla Sicilia col titolo di re di
Trinacria (quello di Sicilia spettava solo al re di Napoli) fino alla sua morte dopo la quale l'isola doveva passare di nuovo agli Angiò.
Tale trattato di pace sancisce, tra l'altro, che Federico si sposasse con Eleonora, sorella del duca di Calabria Roberto e
figlia di Carlo II.
La pace di Caltabellotta durò solo fino a quando Federico rivendicò il titolo di re di Sicilia per il figlio Pietro.
Seguiranno altri anni di guerra visto che Roberto cercherà di riprendere possesso dell'isola nel 1314, impresa infruttuosa per l'angioino.
Federico III muore il 25 giugno 1337.
Egli va ricordato per le sue riforme civili ed amministrative che interessarono la Sicilia, a partire dai "Capitoli", che davano maggiore potere al Parlamento, e la suddivisione amministrativa dell'isola in quattro "Valli" (alle già costituite
Val di Noto, Val di Demone e Val di Mazara, fu affiancata la Val di Girgenti, antico nome della città di Agrigento).
In base alle sue ultime volontà, il figlio Pietro IV sarebbe stato il suo successore al trono e gli altri figli avrebbero
ottenuto altre cariche nobiliari.
Nel 1338 Roberto tenta la riconquista dell'isola aiutato dal Conte d'Artois e dall'ammiraglio Gaubert.
Dopo un lungo periodo di resistenza, Palermo si arrende.
Re Pietro IV cercò di avvicinarsi alla Santa Sede, ma riceve un ennesimo rifiuto ed una nuova scomunica di Benedetto XII.
Nel frattempo una nuova spedizione angioina riesce a sconfiggere la flotta siciliana guidata da Giovanni Chiaramonte e
l'arcipelago delle Eolie cade nelle mani degli angioini.
Nello stesso periodo Giovanni da Randazzo, il fratello del Re, é nominato vicario del regno ed alla morte di Pietro nel 1342, é nominato reggente fino al raggiungimento della maggiore età del reale pretendente al trono Ludovico.
La situazione siciliana era precaria.
Giovanni impose l'incoronazione del giovane erede Ludovico il 1342 nel Duomo di Palermo.

Nel 1343 l'ascesa al trono di Giovanna I segna una svolta nel potere angioino.
La nuova sovrana aveva l'intenzione di piegare l'isola al suo volere e per questo nel 1345 invia una spedizione in Sicilia.
L'isola, guidata dal reggente Giovanni, risponde con una flotta che raggiunge lo Stretto.
Per tutta risposta, la flotta della Regina parte per Napoli.
La guerra ha una svolta quando il Gran Cancelliere Raimondo Peralta riconquista l'arcipelago delle Eolie.
L'offensiva riprende con l'aiuto di Luigi d'Ungheria e con la flotta guidata da Raimondo Peralta.
Giovanna é costretta a firmare la pace e Ludovico é riconosciuto re di Sicilia e delle isole vicine.
La situazione cambia nuovamente nel 1348 allo scoppio della peste polmonare che colpì a morte anche il reggente Giovanni.
L'erede al trono é il minorenne Ludovico che é posto sotto la tutela di Blasco d'Aragona.
Si apre un nuovo periodo difficile per la Sicilia con l'anarchia feudale e le lotte tra i baroni normanni ed il ceto catalano, di stampo mercantile, i cui rappresentanti arrivarono in Sicilia al seguito di Pietro d'Aragona e della regina Costanza.
Alla morte di Ludovico, (1353), l'erede é Federico IV.
Questi é ancora minorenne ed é posto sotto la tutela della sorella Eufemia e poi sotto la tutela del Conte di Geraci e contro il volere di quest'ultimo sposa Costanza, la figlia del Re d'Aragona Pietro IV.
Il matrimonio dura solo tre anni perché la Regina morì nel 1363 partorendo la figlia Maria.
Nel 1372 Federico IV firma un trattato in base al quale diventa vassallo del Regno di Napoli, evento che segna la fine della guerra quasi centenaria intercorsa tra Napoli e la Sicilia.
Il Pontefice Gregorio XIX, artefice di tale trattato, impone a Federico anche il matrimonio con Antonia di Balzo, una cugina
di Giovanna I.
Federico IV muore nel 1377.

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