LA DINASTIA SVEVA
Un nuovo corso della storia siciliana si ha con l'avvento al trono del Regno
di Sicilia di Arrigo VI di Hohenstaufen, Imperatore del Sacro Romano Impero.
Alla morte di Tancredi di Lecce, (l'uomo che riuniva le simpatie di quanti si
opponevano ad un eventuale collegamento tra la dinastia sveva e quella normanna
e della Chiesa) l'erede designato era il giovane Gugliemo III, figlio minorenne
affidato alla tutela di Sibilla, la seconda moglie dello stesso Tancredi.
Arrigo, richiamato dai nobili pugliesi, riesce ad espugnare il castello di Caltabellotta,
(Ag), dove si erano rifugiati Sibilla insieme al figlio e ad alcuni nobili.
Torturati ed uccisi i suoi nemici, Arrigo VI é incoronato Sovrano del
Regno di Sicilia la notte di Natale del 1194 a Palermo.
Egli é ricordato come un tiranno crudele che uccise i suoi nemici, a
partire da Guglielmo III e dai nobili rimasti fedeli agli Altavilla, e come
un saccheggiatore del regno siciliano visto che il suo reale interesse era arricchire
le casse tedesche.
Alla sua morte, avvenuta nel 1197, lascia come erede il figlio Federico II,
di soli tre anni, che fu incoronato nel 1198 nella cattedrale di Palermo e fu
posto dalla madre normanna Costanza sotto la tutela di Papa Innocenzo III.
Prima di morire nel 1198, la normanna Costanza chiede al Papa di proteggere
suo figlio che è posto sotto la tutela degli Arcivescovi di Palermo,
Monreale e Capua e del Vescovo di Troia che deteneva anche la nomina di Gran
Consigliere del Regno.
Nel febbraio 1209 Federico II si sposa con la figlia di Alfonso II d'Aragona,
Costanza.
Lo stesso anno Ottone di Brunswick é incoronato Imperatore del Sacro
Romano Impero e prende il nome di Ottone IV.
Questi aveva conquistato il Papa Innocenzo III perchè era disposto a
riconoscere libertà alla Chiesa e perchè difficilmente avrebbe
potuto unificare la corona del Sacro Romano Impero con quella siciliana.
Morto il suo principale nemico Filippo di Svevia nel 1208, Ottone IV scende
a Milano e decide di attaccare il Regno di Sicilia.
Il Papa, temendo l'unificazione dell'impero e del regno meridionale, scomunica
il neo imperatore.
Ciò portò i fautori degli Svevi in Germania a deporre Ottone IV
e ad eleggere al suo posto Federico di Svevia.
Quest'ultimo, alleatosi con il francese Filippo Augusto, riesce a sconfiggere
Ottone a Bouvines.
Così, nel 1220, Federico II di Hohenstaufen fu incoronato Imperatore
del Sacro Romano Impero.
Egli aveva passato la sua fanciullezza a Palermo ed aveva ricevuto un'educazione
molto vasta e completa: egli possedeva vaste conoscenze linguistiche, scientifiche
e matematiche nonchè una discreta competenza anche in materia religiosa.
Egli fu incoronato dopo aver accettato come condizioni imposte dal Papa Innocenzo
III e dal suo successore di separare la Sicilia dall'Impero e di partire per
una crociata per liberare la Terra Santa.
Federico II non vuole sottostare a tali accordi portando come scuse il fatto
di dominare una rivolta scoppiata in Puglia e di controllare gli Arabi ancora
presenti in Sicilia e la penetrazione commerciale nell'isola di Pisani e Genovesi.
Forte dell'appoggio del Papa e della feudalità minore, Federico II impone
di abbattere tutti i castelli e le costruzioni edificate senza il consenso regio
e di revisionare tutti i privilegi concessi dopo la morte di Guglielmo II.
La questione musulmana fu regolata attraverso una repressione che portò
al trasferimento in massa dei Musulmani presso Foggia.
Alla morte della prima moglie Costanza D'Aragona (1222), Federico II sposa Jolanda
di Brienne, erede del Regno di Gerusalemme.
Tali eventi rimandano ulteriormente la partenza dell'Imperatore per la crociata.
Nel 1227 diventa pontefice Gregorio IX che obbliga Federico a mantenere le sue
promesse per la crociata.
L'imperatore parte, ma, a causa di un'epidemia, la flotta rientra quasi subito
e l'imperatore ottiene la scomunica papale.
Nel 1229 Federico riparte per la Crociata e mercanteggia con il Sultano d'Egitto
per ottenere Nazareth e Betlemme e l'apertura dei porti palestinesi e siriani
per i cristiani, esito che non soddisfa del tutto il Pontefice.
Mentre l'imperatore era impegnato nella crociata, il pontefice invadeva il suo
dominio.
Ritornato in Patria, Federico II riesce ad annulare tale invasione e a rompere
l'alleanza tra Comuni lombardi e la Chiesa.
Con la Pace di San Germano del 1230 Federico II restituisce i beni che precedentemente
aveva sottratto alla Chiesa, riconosce l'immunità ecclesiastica dalla
giurisdizione laica e dal pagamento delle imposte e rinuncia al controllo delle
elezioni vescovili.
Ciò gli permette di attuare una nuova organizzazione del Regno con le
"Costituzioni Melfitane" emanate nel 1231.
Tale sovrano emanana le "Costituzioni del Regno di Sicilia", cioè
la raccolta delle leggi del Regno.
Federico II morì nel 1250.
La reggenza fu affidata al suo terzogenito Manfredi in attesa del rientro
dalla Germania del reale erede al trono, Corrado.
In un primo momento Manfredi cerca un accordo con il Papa Innocenzo IV in modo
da separare la Sicilia dal Sacro Romano Impero e di lasciare al fratello Corrado
i domini tedeschi.
Il piano non riuscì a causa dell'intransigenza papale.
Alla morte misteriosa dei due fratelli, tutto si volge a favore di Manfredi.
Quest'ultimo inizialmente é costretto a sottostare ad un accordo papale
che gli affida la nomina di vicario di Puglia, Basilicata e Calabria, di Principe
di Taranto e quella di Conte di Tricarico, Gravina ed Andria.
In cambio il Papa vorrebbe il vassallaggio del Regno di Sicilia alla Chiesa.
Manfredi capisce che le reali intenzioni papali erano quelle di eliminarlo,
per cui decise di giocare d'anticipo.
Così, aiutato da alcuni fedeli signori, nel novembre del 1254 Manfredi
entra a Lucera dove i Saraceni lo accolgono in trionfo.
Lo stesso anno muore il Papa Innocenzo IV e gli succede Alessandro IV.
Tutto volge in favore di Manfredi.
Egli sarà incoronato Re del Regno di Sicilia e della Puglia nell'agosto
del 1258, inizio della definitiva rottura con la Chiesa.
Nel 1261 muore Papa Alessandro IV ed il suo successore é Urbano IV.
E' il periodo del movimento mistico-popolare dei flaggellanti e dell'escatologia,
una corrente religiosa inaugurata dal monaco Gioacchino da Fiore.
Ad essa é collegata l'idea che il sovrano Federico II non era morto ed
egli fu identificato nel mendicante Giovanni Cocleria attorno al quale si riunirono
i nemici di Manfredi.
La questione fu risolta da un fedele seguace di Manfredi: Riccardo Filangeri
riesce a catturare e a far impiccare Giovanni Cocleria.
Nel frattempo il Papa Urbano IV cerca di convincere il francese Luigi IX a sostenere
la spedizione di Carlo d'Angiò contro il sovrano siciliano.
Contemporaneamente la situazione a Costantinopoli sembrava compromessa dall'arrivo
di Michele Paleologo.
Manfredi era visto come l'unico politico in grado di arginare la crisi.
Così il pontefice fu pressato perché raggiungesse un accordo con
il sovrano svevo.
La situazione precipitò quando i nobili siciliani si rifiutarono di consegnare
ai baroni normanni i beni confiscati da Manfredi e consegnati ai fedeli seguaci
della casata sveva.
Costanza, figlia di Manfredi, va in sposa a Pietro d'Aragona.
Nel 1264 muore Papa Urbano IV al quale succede il francese Clemente IV.
Nel frattempo parte la spedizione dell'Angioino Carlo ai danni di Manfredi.
Il regno di Manfredi è circondato dalle truppe di Carlo d'Angiò
e da quelle guidate dal cardinale di Santa Cecilia.
La battaglia decisiva si svolse a Benevento nel 1266 ed è nefasta per
Manfredi a causa del tradimento dei nobili pugliesi.
Manfredi muore proprio durante tale battaglia.
Corradino cercò di recuperare il regno del suo predecessore, ma fu
battuto dai Francesi a Tagliacozzo nel 1268 ed ucciso.
A tal punto si apre l'era della controversia Aragonese-Angioina per il dominio
dell'isola.